domenica 05 settembre 2010
Notizie
18 aprile 2009 Il collegamento ferroviario "Trieste - Divaccia"
Mozione presentata dalla Sezione CAI XXX Ottobre - Trieste
all' Assemblea dei Delegati CAI della Regione FVG
Il collegamento ferroviario "Trieste - Divaccia", attraverso galleria scavata nell'altopiano carsico della Val Rosandra, a ridosso del confine italo-sloveno, territorio tutelato dal Programma Europeo Natura 2000 quale Sito di Interesse Comunitario/Zona di protezione Speciale (SIC/ZPS IT 3340006) "Carso Triestino e Goriziano" e, in parte , da leggi di carattere regionale quale Area Regionale Protetta della Val Rosandra.
Mi sembra doveroso richiamare l'attenzione di questa Assemblea Regionale dei Delegati CAI Regione Friuli Venezia Giulia su una fondamentale sfida che si profila all'orizzonte: una partita importante che, come depositari dell'impegno istituzionale del CAI relativo alla tutela e alla salvaguardia del nostro territorio, ci deve vedere attori e non passivi spettatori.
Mi riferisco al progettato collegamento ferroviario Trieste-Divaccia, nell'ambito dell'iniziativa "Corridoio 5", che prevede, in territorio italiano, uno scavo faraonico con l'asportazione di ben 4,65 milioni di m3 di rocce calcaree e di 3,1 milioni di m3 di arenaria per la realizzazione di una lunga galleria che dovrebbe attraversare la zona carsica tutelata della Val Rosandra.
Da poco e' stato reso pubblico il progetto ufficiale che ha immediatamente destato allarmanti preoccupazioni su cosa potra' succedere alla Val Rosandra e al suo delicato ecosistema a seguito di scelte tecniche incomprensibili perche' profondamente traumatiche per il territorio.
Gia' nella relazione ufficiale del progetto, "Studio ambientale - Relazione generale", vengono messe in evidenza le molteplici criticita' inerenti l'impatto ambientale sulle acque superficiali e sotterranee, sul carsismo e cavita' carsiche, sugli elementi naturalistici, sul paesaggio, sul patrimonio culturale, sull'uso del suolo e sulle emissioni (rumore, atmosfera, radiazioni elettromagnetiche e vibrazioni); nonche' gli impatti derivanti dal sistema di cantierizzazione multipa dovuti alla necessita' di prevedere cinque finestre d'ingresso per lo scavo della galleria ed alcuni tratti in viadotto.
Senza entrare nei dettagli descrittivi, che possono essere approfonditi consultando via Internet il Sito: www.comune.san-dorligo-della-valle.ts.it, il maggior allarme scaturisce proprio dal percorso previsto per la galleria che, nell'attraversare l'acquifero carsico intercettando le numerose falde, potrebbe inquinare o, peggio, drenare le acque sotterranee stravolgendo l'idrografia superficiale dello stesso torrente Rosandra. Queste acque rappresentano la principale risorsa idrica dell'intera area sia italiana sia slovena.
Altro aspetto importante da considerare e' rappresentato dai rischi di interferenza del percorso della galleria con le cavita' carsiche che determinerebbe alterazioni devastanti agli habitat sotterranei sia sotto l'aspetto ecologico sia geomorfologico.
Un notevole numero di grotte e' sottoposto a vincoli di protezione ambientale ed, inoltre, il territorio carsico appartiene alla rete delle aree protette "Natura 2000".
Nella specifica area della Val Rosandra interessata dal passaggio della galleria, si trovano numerose ed importanti grotte (sono state catalogate circa 170 cavita'), alcune delle quali contengono molti acquiferi sospesi, in parte connessi proprio con il torrente Rosandra.
Per quanto riguarda le criticita' nei confronti dell'aspetto naturalistico, nella "Relazione generale" (a pag. 46 di 119) viene riportato ufficialmente: "Dal momento che lo studio e' stato condotto sulla base di dati disponibili in letteratura, ma senza un riscontro puntuale sul campo, e' difficile valutare gli impatti specifici esercitati sui singoli elementi del sistema floristico e faunistico, nonche' su habitat puntuali in maniera esaustiva e precisa." Ed ancora (a pag. 49 di 119): "Gli impatti derivanti dalla fase di cantiere saranno prevelentemente reversibili e temporali (la produzione di emissioni acustiche e in atmosfera, il passaggio dei mezzi di cantiere, ecc. ad esempio), tuttavia alcune alterazioni potrebbero risultare irreversibili per flora e fauna."
Di fronte a queste premesse ritengo sia doveroso il ricorso ad una presa di posizione ferma e convinta, coerente, tra l'altro, con i principi statutari del CAI proprio perche' riguarda direttamente la tutela di quel territorio che, oltre ad essere un gioiello naturale di facile accesso per tutti gli amanti della natura, rappresenta da sempre un riferimento storico per piu' generazioni di alpinisti e di rocciatori.
Invito pertanto i signori Delegati del CAI Regione Friuli Venezia Giulia, custodi dei valori piu' autentici della montagna, a considerare i danni inaccettabili all'ambiente carsico derivanti dalla realizzazione di un collegamento ferroviario cosi' concepito e a deliberare affinche' gli organi preposti del CAI, regionale e centrale, si attivino in maniera adeguata presso tutte le Istituzioni a difesa della Val Rosandra.
La sua protezione non sta solo nella legge, nei provvedimenti e nei funzionari addetti a farli rispettare. Ma deve esistere fondamentalmente in noi.
Giorgio Godina (presidente CAI XXX Ottobre - Trieste).
14 febbraio 2009 XXX Ottobre - Convegno: Le Associazioni alpinistiche e l'Unione Europea"
L'Associazione XXX Ottobre, Sezione del Club Alpino Italiano, organizza il Convegno intitolato:
"LE ASSOCIAZIONI ALPINISTICHE E L'UNIONE EUROPEA" che si terra', la mattina di Sabato 14 Febbraio 2009, presso il Palazzo del Governo in piazza Unita' d'Italia a Trieste.
L'argomento che verra' trattato sara' quello di un approccio alla montagna in un'ottica europea.
Il superamento fisico e metafisico delle orografie, per secoli segno di divisione e frattura, consente ora di ripensare alle Alpi come antica funzione di cerniera e di rinnovare il confronto del pensiero e della cultura europea.
I tempi sono maturi per verificare la possibilita' di costruire un alpinismo europeisticamente integrato, in grado di strutturarsi in relazione alle nuove aperture e capace di intraprendere, anche nell'ambiente che amiamo, un percorso evolutivo per accompagnare alla montagna le giovani generazioni.
Giorgio Godina (XXX Ottobre - Trieste) 