Se davanti ai danni, spesso devastanti, che gli eventi atmosferici arrecano alla montagna si resta attoniti e impotenti, il nostro atteggiamento dev’essere completamente diverso rispetto alle azioni umane che con insufficienti valutazioni minacciano l’integrità dei fragili ambienti montani” così Silverio Giurgevich, presidente del Cai Friuli Venezia Giulia, che chiede un incontro all’assessore regionale alle risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier per un confronto costruttivo in merito alla realizzazione di nuove strade forestali.

Il Cai Fvg già nelle scorse settimane aveva fatto pervenire al Presidente della Regione, alla Giunta e al Consiglio regionale una petizione in cui esprimeva la preoccupazione per il recente proliferare di strade forestali, realizzate e in fase di progettazione, che si inoltrano nel territorio montano ben oltre i limiti superiori del bosco o penetrano all’interno di boschi assai poveri di interessi economici diretti, come l’estrazione del legname, ma assai ricchi di valori ambientali e paesaggistici”.

Nel documento – promosso dall’Asca, l’associazione delle sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Val Canale, e approvato dall’assemblea regionale del Cai – l’appello ai vertici politici e amministrativi per la redazione di un piano regionale della viabilità forestale o montana, così da “investire i fondi pubblici in modo oculato, rispettoso dell’ambiente e delle esigenze sociali ed economiche delle popolazioni montane, attraverso la pianificazione degli interventi, quale strumento democratico di condivisione delle scelte tese ad una migliore governance territoriale”.

Il Cai è riconosciuto a livello nazionale quale primaria associazione ambientalista e in Friuli Venezia Giulia, in base alla L.R. 36/2017, ha anche un ruolo di consulenza per le iniziative di sviluppo, sostegno, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e turistico delle zone montane, ma nella nota all’assessore Zannier Giurgevich sottolinea come con la richiesta di dialogo e confronto il Cai Fvg intenda dar voce, oltre che alle preoccupazioni dei propri soci, “alle attese delle persone che amano le nostre montagne, le frequentano, ci vivono”.

QUI la petizione approvata dall’Assemblea regionale dd. 17.10.2020

 

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

 

 

Silverio Giurgevich è stato confermato presidente del Cai Friuli Venezia Giulia per il prossimo triennio. In carica dall’aprile 2017, il triestino della sezione Cai XXX Ottobre è stato rieletto per il secondo mandato consecutivo durante l’assemblea che si è tenuta oggi a Cervignano con i presidenti e i rappresentanti delle 27 sezioni e degli oltre 18.300 soci che il Club Alpino Italiano conta in regione.

Nel ringraziare per la fiducia accordatagli Giurgevich ha espresso soddisfazione per l’esito delle votazioni con cui si sono rinnovati in parte il comitato direttivo e due organismi tecnici (la commissione giulio carnica sentieri rifugi e opere alpine e quella per la speleologia) che hanno visto la riconferma di chi ha già ben operato nel primo mandato e l’inserimento di nuovi soggetti di comprovata capacità e che quindi potranno affrontare con nuovo slancio le prossime sfide. “Tra queste risultano quanto mai prioritarie le tematiche legate all’ambiente – ha rimarcato Giurgevich – e il Cai Fvg intende impegnarsi in questo senso intensificando l’interlocuzione con le istituzioni e promuovendo una cultura attenta e rispettosa dei territori montani pregiati ma altrettanto fragili”.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti anche tre nuovi consiglieri. Si tratta di Elvio Antoniacomi (sez. Forni di Sopra), Elio Candussi (sez. Cai Gorizia) e Marinella D’Ottavio (sez. Cai Pontebba), che vanno a completare la rosa del consiglio direttivo regionale composta da Pietro Boga (sez. Cividale), Luigi Gerometta (sez. Pontebba), Franco Jereb (sez. Pordenone), Tullio Moimas (sez. Monfalcone), Alessandro Plozner (sez. Ravascletto), Aldo Scalettaris (sez. SAF Udine).

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

 

 

Sono un centinaio i chilometri di sentieri delle montagne friulane che hanno beneficiato quest’estate degli interventi di manutenzione delle Truppe Alpine. Dalla zona di Collina di Forni Avoltri alla Val Dogna e all’area attorno a Cason di Lanza, una trentina di alpini con tre mezzi, per un totale di 270 ore distribuite nell’arco di 30 giornate, sono stati impegnati per lo sfalcio dell’erba, la sistemazione del fondo e dei segnavia, ma anche per la ricognizione di itinerari attrezzati con l’individuazione dei punti da ripristinare.

A conclusione dei lavori concordati tra il 3° Reggimento Artiglieria da Montagna e il Cai Friuli Venezia Giulia, sulla base degli accordi nazionali tra Club alpino italiano e lo Stato Maggiore dell’Esercito con la collaborazione dell’Associazione nazionale alpini, si è svolta oggi nella casermetta di Cason di Lanza una breve e sentita cerimonia con i rappresentanti dell’Esercito e del Cai regionale, alla presenza del presidente dell’ANA di Udine, Dante Soravito de Franceschi, del vicesindaco del Comune di Paularo, Albano Fabiani, e di componenti la locale sezione Cai di Ravascletto.

“Per noi artiglieri della Julia svolgere il servizio di ripristino dei sentieri insieme al Cai è stata un’opportunità di rendersi utili per il nostro territorio in un periodo difficile a causa dell’epidemia in corso, ma anche occasione per proseguire un percorso che ha riportato i nostri più giovani volontari, per lo più ventenni, dentro la storia delle nostre unità e del nostro Paese, lungo quei sentieri, oggi giornalmente frequentati da famiglie, escursionisti e turisti italiani e stranieri, che sono stati testimoni delle sanguinose vicende della Grande Guerra – ha ricordato il colonnello Romeo Tomassetti, comandante del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna della “Julia” – la ‘montagna’ è scritta nel nome del nostro reggimento e nel motto in cui ci riconosciamo, quindi nel nostro Dna, è il nostro ambiente di riferimento. Vivere la montagna significa anche contribuire a renderla accessibile e fruibile, sentirsi parte, con le istituzioni e le organizzazioni come il Cai, del territorio che si condivide.”

Soddisfazione e gratitudine espresse dal Cai Fvg che attraverso la Commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi e le sezioni gestisce i 4400 chilometri della rete sentieristica regionale. “Graditissimo e provvidenziale, così mi sento di definire il ciclo di interventi ad opera delle Truppe alpine che hanno supportato significativamente il lavoro di manutenzione che impegna in via continuativa i nostri volontari e la commissione Giulio Carnica, quest’anno aggravato dal ritardo con cui è potuto partire a causa del lockdown – ha sottolineato il Presidente del Cai Fvg Silverio Giurgevich – il nostro auspicio è che la collaborazione avviata possa proseguire e consolidarsi in futuro.”

Giuliana Tonut – Ufficio Stampa Cai Fvg

Ten. Col. Alessandro Campiello – Addetto Stampa 3° Reggimento Artiglieria da Montagna

Arriva in tutti i rifugi Cai del Friuli Venezia Giulia il kit anti Covid che il Club alpino italiano ha realizzato per rendere più sicure la gestione e la frequentazione dei propri rifugi. A comporre il kit un generatore di ozono per i locali, un termometro per misurare la febbre a personale e ospiti, un saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, mascherine con filtri intercambiabili e i cartelli con le regole per una fruizione sicura delle strutture.

Lo strumento più innovativo è il generatore di ozono che verrà utilizzato per sanificare gli ambienti. Il generatore, battezzato Ozonext Defender 10, è frutto della collaborazione tra il Cai e l’azienda Cea Spa di Lecco e segue un protocollo di sanificazione validato dagli esperti del San Raffaele di Milano. L’intero processo è guidato in tutte le sue fasi tramite led colorati e segnali acustici che rendono intuitiva la sanificazione che può essere programmata per minuti di ciclo o metri cubi del locale, attraverso 4 programmi preimpostati e oltre 99 personalizzabili.

“Il kit rappresenta un aiuto concreto con cui il Cai intende dimostrare vicinanza e sostegno alle tante necessità dei rifugisti, preziosi custodi delle nostre strutture alpine” ha sottolineato Silverio Giurgevich, presidente Cai Fvg, durante l’incontro a Tolmezzo in cui sono stati distribuiti gratuitamente gli strumenti ai gestori dei rifugi Cai della regione, presidi territoriali e culturali che rispondono alle tante esigenze di escursionisti e alpinisti (in questa stagione sono attivi 18 rifugi per un totale di oltre 700 posti letto).

L’incontro è stato anche un momento di formazione grazie alla partecipazione del dott. Pierpaolo Pillinini, direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’ospedale di Tolmezzo, che ha approfondito alcuni aspetti dell’igienizzazione con l’ozono e le attenzioni da adottare, ha spiegato come interpretare i valori forniti da termoscanner e saturimetro, ribadendo l’importanza di mantenere alcuni comportamenti quali il distanziamento, l’uso della mascherina e il lavaggio delle mani. Presente anche Sandro Venturini del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria che ha illustrato il quadro normativo cui i rifugisti devono far riferimento nella loro attività in questo periodo sia in termini di prevenzione che in caso di emergenza.

Nei prossimi giorni in alcuni rifugi sono previsti interventi di sanificazione straordinaria effettuati dalle truppe alpine nell’ambito dei recenti accordi tra Cai ed Esercito.

 

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

Iniziata la collaborazione tra 3° Reggimento Artiglieria da Montagna e Commissione Giulio Carnica sentieri, rifugi e opere alpine del CAI FVG. Significativa sinergia con la volontà di proseguire assieme.

È iniziato lunedì scorso, con lo sfalcio dell’erba, la sistemazione del fondo e il ripristino dei segnavia sul sentiero CAI 141, che da Collina raggiunge Pierabech scavalcando forcella Ombladêt, l’intervento dei militari dell’Esercito per la manutenzione della rete sentieristica della montagna friulana.

La commissione Giulio Carnica sentieri, rifugi e opere alpine del CAI FVG, anche sulla base di contatti avvenuti tra il Club Alpino Italiano ed i vertici militari, considerato che il normale danneggiamento invernale poteva, quest’anno, essere aggravato dal ritardo degli interventi dovuti al lockdown, si è rivolto alle Truppe Alpine per avviare una collaborazione che, ci si augura, possa proseguire negli anni a venire.

Durante la pianificazione dell’attività, gli esperti del CAI FVG hanno individuato le aree su cui gravitare con interventi mirati. “La rete regionale di sentieri montani è di circa 4.400 chilometri ed è impossibile pensare di manutenerla sistematicamente – spiega Piergiorgio Tami, presidente della commissione – abbiamo quindi pensato di rivolgerci agli Alpini che, qui in regione, sono sempre stati una forza su cui contare ed hanno familiarità con l’ambiente montano, mentre per il sostegno logistico ci daranno una mano le associazioni locali, le sezioni del CAI e dell’ANA e i gestori dei rifugi”.

“È stata attivata un’unità ad hoc – dice il colonnello Romeo Tomassetti, comandante del 3° reggimento artiglieria da montagna della “Julia” a cui è stato affidato il compito – questo assetto svolgerà i lavori sui sentieri per tutta l’estate, vivendo intensamente la montagna in aree che sono importanti anche storicamente in quanto sono state lo scenario della guerra in montagna durante il primo conflitto mondiale. Per noi è un obbligo morale poter venire incontro alle esigenze del territorio che ci ospita e di cui facciamo parte, anche se siamo spesso impegnati in altri contesti in base agli ordini che riceviamo”.

Gli accordi per la collaborazione non si limitano ai lavori sui sentieri, ma includeranno la ricognizione di itinerari, anche quelli attrezzati e le ferrate, con l’individuazione e la mappatura dei punti da ripristinare. A svolgere questa funzione ci penseranno gli istruttori di alpinismo e gli osservatori di artiglieria del reparto.

Gli artiglieri della “Lesa” di Remanzacco potrebbero anche essere chiamati a sanificare la quarantina di bivacchi CAI in regione con i propri militari disinfettori che hanno già operato durante l’emergenza coronavirus intervenendo, per esempio, al santuario di Castelmonte.

Incontrando, magari, i giovani soldati sui sentieri, per i vecchi alpini sarà un po’ come rituffarsi nel passato ricordando, forse con una punta di nostalgia, le “campagne lavori” estive effettuate, meritoriamente, durante il servizio di leva.

Comunicato 3° Reggimento Artiglieria da Montagna / CAI FVG