In riferimento a recenti dichiarazioni relative ai finanziamenti regionali a favore del Cai per la manutenzione della rete sentieristica e la gestione delle strutture alpine, il presidente del Cai Fvg Silverio Giurgevich ribadisce che il rapporto con la Regione Friuli Venezia Giulia è da anni improntato alla collaborazione e alla chiarezza e che i finanziamenti ordinari richiesti sono sempre stati regolarmente concessi.

A causa di Vaia e delle ingenti nevicate dell’ultimo inverno, su molti sentieri sono attualmente presenti delle criticità che hanno bisogno di risorse straordinarie, al fine di garantire a escursionisti e turisti una frequentazione sicura delle nostre montagne. Della necessità di questi interventi è già stato messo al corrente l’assessore Sergio Emidio Bini, che in occasione di un recente incontro ha espresso la disponibilità dell’amministrazione regionale a venire incontro alle richieste del Cai.

Il recente piano di investimenti per la montagna della Giunta regionale, pari ad oltre 57 milioni di euro su un arco triennale, prevede un considerevole impiego di risorse destinate principalmente ai poli sciistici. “Una scelta che appare, per molti versi, sorprendente, ad esempio in relazione alle precedenti posizioni di Promoturismo Fvg, ma soprattutto, ai nostri occhi, alquanto deludente laddove rivela una visione di sviluppo che appare già oggi del tutto superata, verosimilmente destinata all’insuccesso economico, pregiudizievole per la sorte di beni e risorse naturali e infine del tutto disinteressata alle promettenti prospettive di una fruizione davvero alternativa dell’ambiente montano, da più parti invocata in quanto capace di assicurare un concreto sviluppo duraturo, armonico ed effettivamente sostenibile”. Così il presidente del Cai Friuli Venezia Giulia, Silverio Giurgevich, in una nota trasmessa al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, e presentata la scorsa settimana all’assessore Sergio Emidio Bini, nel corso di un incontro di una delegazione del Cai regionale con l’Assessore al Turismo.

Oltre a rimarcare l’inatteso cambio di rotta di Promoturismo, che nel “Piano Montagna365” del 2019 individuava i limiti di una strategia basata unicamente sulla pratica dello sci alpino anche a causa dell’evoluzione climatica attesa, il Cai Fvg ha sottoposto all’attenzione della Giunta regionale l’analisi contenuta nel documento nazionale “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci”, con cui il Club Alpino Italiano motiva la propria contrarietà alla creazione di nuovi impianti sciistici e all’ampliamento di quelli esistenti, offrendo al contempo proposte puntuali per orientare le politiche per le terre alte in un’ottica ambientale e di vivibilità, con scelte realmente remunerative.

Rispetto alle linee nazionali, le iniziative locali in fase di progettazione o autorizzazione che preoccupano maggiormente il Cai, poiché si inseriscono in contesti naturali intatti o all’interno di aree protette o a bassa quota, sono quelle previste nel Polo di Tarvisio (sia il nuovo impianto di Valbruna al Lussari, che la nuova pista Lazzaro, con arrivo a soli 800 m di altitudine), nel Polo di Forni di Sopra/Sauris (nuovo impianto del Monte Simon), nel Polo di Sella Nevea (nuovo impianto sul Montasio).

Vengono rilevate criticità anche nel Polo di Sappada, dove il collegamento tra le aree Pista Nera – Pian dei Nidi andrebbe a insistere su una zona, pur contigua all’esistente, avente vincoli ambientali (ZPS), oltre a presentare importanti problematiche morfologiche e idrogeologiche.

Il Cai Fvg ha inoltre evidenziato la necessità della rimozione dei ruderi che ancora persistono dall’avvenuta dismissione di vecchi impianti sciistici e che deturpano l’ambiente in numerose località delle nostre montagne.

Giurgevich ha infine ribadito nella nota la disponibilità del Cai al dialogo e al confronto con l’Amministrazione regionale su tali tematiche, oltretutto in un momento in cui si colgono “incoraggianti segnali di attenzione per una montagna in grado di offrire tantissime opportunità in termini di appaganti alternative alla ‘monocultura dello sci’, ma anche prospettive di lavoro, di fare impresa”.

QUI il documento “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci” del Club Alpino Italiano

 

Il Cai esprime con forza la propria contrarietà alla nuova strada al Marinelli. Questa la posizione unanime emersa nella riunione in streaming organizzata nei giorni scorsi dal Cai Friuli Venezia Giulia con i presidenti delle sezioni che rappresentano i 18.000 soci che l’associazione alpinistica conta in regione.

Il Cai Fvg si era già espresso ufficialmente in tal senso insieme a Legambiente Fvg con l’invio alla Regione delle proprie osservazioni nel corso della procedura di Valutazione d’Incidenza del progetto e aveva manifestato all’Amministrazione e al Consiglio regionali la propria preoccupazione per il proliferare di nuove strade forestali, realizzate e in fase progettuale, facendosi portavoce di una petizione che richiedeva la redazione di un piano regionale della viabilità forestale che investisse i fondi pubblici in modo oculato, rispettoso dell’ambiente e delle esigenze sociali ed economiche delle popolazioni locali.

Insieme alle sezioni e ai nostri organi tecnici ribadiamo l’inutilità della nuova strada della Val Collina – afferma Silverio Giurgevich, presidente del Cai Friuli Venezia Giulia – un’opera, e in particolar modo il terzo lotto da Casera Plotta al Rifugio Marinelli, che è prevista in un ambiente privo di alberi, in cui Vaia non ha potuto arrecare danni e che risulterebbe invece pesantemente danneggiato dall’intervento umano”.

Secondo il Cai le risposte pervenute dagli Uffici regionali non sono esaustive e prevedono illusorie prescrizioni a tutela di un intuibile utilizzo improprio del collegamento. “I rifugi devono essere raggiunti dalla strada solo per le strette necessità di servizio e il Marinelli già ne ha una – sottolinea Giurgevich – sostituendo la parte terminale del sentiero Cai 148 con una strada percorsa da mezzi motorizzati si andrebbe anche a banalizzare l’esperienza di una frequentazione autentica della montagna d’alta quota che gli escursionisti possono provare in quella zona della Carnia e in uno dei suoi storici presidi quale è il Rifugio Marinelli”.

Alla luce di quanto condiviso nell’incontro con i presidenti sezionali e in virtù del proprio ruolo “di consulenza per le iniziative di sviluppo, sostegno, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e turistico delle zone montane”, riconosciuto dalla L.R. 36/2017, il Cai Fvg intende quindi risollevare con urgenza la necessità di un confronto con la Regione sui temi che riguardano la viabilità forestale e le altre criticità ambientali osservate sul territorio.

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

Se davanti ai danni, spesso devastanti, che gli eventi atmosferici arrecano alla montagna si resta attoniti e impotenti, il nostro atteggiamento dev’essere completamente diverso rispetto alle azioni umane che con insufficienti valutazioni minacciano l’integrità dei fragili ambienti montani” così Silverio Giurgevich, presidente del Cai Friuli Venezia Giulia, che chiede un incontro all’assessore regionale alle risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier per un confronto costruttivo in merito alla realizzazione di nuove strade forestali.

Il Cai Fvg già nelle scorse settimane aveva fatto pervenire al Presidente della Regione, alla Giunta e al Consiglio regionale una petizione in cui esprimeva la preoccupazione per il recente proliferare di strade forestali, realizzate e in fase di progettazione, che si inoltrano nel territorio montano ben oltre i limiti superiori del bosco o penetrano all’interno di boschi assai poveri di interessi economici diretti, come l’estrazione del legname, ma assai ricchi di valori ambientali e paesaggistici”.

Nel documento – promosso dall’Asca, l’associazione delle sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Val Canale, e approvato dall’assemblea regionale del Cai – l’appello ai vertici politici e amministrativi per la redazione di un piano regionale della viabilità forestale o montana, così da “investire i fondi pubblici in modo oculato, rispettoso dell’ambiente e delle esigenze sociali ed economiche delle popolazioni montane, attraverso la pianificazione degli interventi, quale strumento democratico di condivisione delle scelte tese ad una migliore governance territoriale”.

Il Cai è riconosciuto a livello nazionale quale primaria associazione ambientalista e in Friuli Venezia Giulia, in base alla L.R. 36/2017, ha anche un ruolo di consulenza per le iniziative di sviluppo, sostegno, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e turistico delle zone montane, ma nella nota all’assessore Zannier Giurgevich sottolinea come con la richiesta di dialogo e confronto il Cai Fvg intenda dar voce, oltre che alle preoccupazioni dei propri soci, “alle attese delle persone che amano le nostre montagne, le frequentano, ci vivono”.

QUI la petizione approvata dall’Assemblea regionale dd. 17.10.2020

 

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

 

 

Silverio Giurgevich è stato confermato presidente del Cai Friuli Venezia Giulia per il prossimo triennio. In carica dall’aprile 2017, il triestino della sezione Cai XXX Ottobre è stato rieletto per il secondo mandato consecutivo durante l’assemblea che si è tenuta oggi a Cervignano con i presidenti e i rappresentanti delle 27 sezioni e degli oltre 18.300 soci che il Club Alpino Italiano conta in regione.

Nel ringraziare per la fiducia accordatagli Giurgevich ha espresso soddisfazione per l’esito delle votazioni con cui si sono rinnovati in parte il comitato direttivo e due organismi tecnici (la commissione giulio carnica sentieri rifugi e opere alpine e quella per la speleologia) che hanno visto la riconferma di chi ha già ben operato nel primo mandato e l’inserimento di nuovi soggetti di comprovata capacità e che quindi potranno affrontare con nuovo slancio le prossime sfide. “Tra queste risultano quanto mai prioritarie le tematiche legate all’ambiente – ha rimarcato Giurgevich – e il Cai Fvg intende impegnarsi in questo senso intensificando l’interlocuzione con le istituzioni e promuovendo una cultura attenta e rispettosa dei territori montani pregiati ma altrettanto fragili”.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti anche tre nuovi consiglieri. Si tratta di Elvio Antoniacomi (sez. Forni di Sopra), Elio Candussi (sez. Cai Gorizia) e Marinella D’Ottavio (sez. Cai Pontebba), che vanno a completare la rosa del consiglio direttivo regionale composta da Pietro Boga (sez. Cividale), Luigi Gerometta (sez. Pontebba), Franco Jereb (sez. Pordenone), Tullio Moimas (sez. Monfalcone), Alessandro Plozner (sez. Ravascletto), Aldo Scalettaris (sez. SAF Udine).

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG