Si allega la lettera integrata con il comunicato stampa in merito alla manifestazione motoristica presentata dall’ASD Team Quad Livenza di Prata di Pordenone, redatta dal Comitato Direttivo Regionale CAI Friuli Venezia Giulia e dall’ASCA Associazione delle Sezioni di Carnia – Canal del Ferro – Val Canale.

***COMUNICATO STAMPA***

Si è appena concluso a Sella Nevea il “Campus interazioni tra uomo e fauna” di cinque giorni riservato ai ragazzi fra i 14 e 17 anni appartenenti ai gruppi di Alpinismo Giovanile delle sezioni Cai. Si è trattato di uno dei due “campi esperienziali” (l’altro era in Abruzzo) organizzati dalla Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile del Club Alpino Italiano in collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale e il gruppo Grandi Carnivori. Hanno partecipato 28 giovani provenienti oltre che dal Friuli Venezia Giulia, da Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, selezionati attraverso un bando, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza degli animali selvatici nei loro habitat, osservando in particolare come la presenza e le azioni dell’uomo influiscono sulla loro esistenza.
In quattro fitti giorni di attività, ragazze e ragazzi hanno partecipato a lezioni e conferenze tenute da docenti ed esperti su lupi, orsi, linci, ungulati e grifoni, hanno compiuto escursioni per osservare da vicino la fauna, hanno fatto visita ad allevamenti e si sono pure cimentati in esperienze pratiche a tutela e monitoraggio degli animali.
Centro operativo del Campus è stato il Rifugio Divisione Julia, struttura storica della Società Alpina Friulana, un tempo approdo degli alpinisti che salivano la Val Raccolana a piedi e oggi nel cuore della località turistica al piedi del massiccio del Canin. Qui e nell’adiacente Centro polifunzionale del Comune di Chiusaforte i ragazzi hanno assistito alle lezioni e ai briefing prima di cimentarsi in prove pratiche e ricognizioni. L’ultimo giorno hanno pure approfittato della nuova palestra artificiale di roccia per divertirsi con gli accompagnatori con il gioco dell’arrampicata.
Coordinatore del Campus di Sella Nevea è stato Tullio Moimas, segretario della Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile e socio del CAI Monfalcone: “Sono rimasto sorpreso per primo della risposta dei partecipanti. Fin dal primo incontro di presentazione, dedicato alle cosiddette “specie bandiera” del territorio, come l’orso e il lupo, ho visto con quanta attenzione e interesse hanno seguito le parole di Yannick Fanin, del Corpo Forestale Regionale ed esperto faunista. Abbiamo organizzato il programma cercando una sintonia con professionisti, guide, allevatori locali capaci di rivolgersi ai ragazzi con esperienza e competenza passando dalla teoria alla pratica, mostrando come agiscono per la migliore convivenza con gli animali. Per esempio, abbiamo coinvolto il gruppo nel provare a realizzare un recinto di protezione degli animali d’allevamento dai predatori, e insegnato a posizionare ben otto fototrappole per immortalare i selvatici senza disturbarli. Si può dice che con questo Campus abbiamo dato la migliore attuazione al motto dell‘Alpinismo Giovanile che è imparare facendo. Una grande soddisfazione è stata ricevere dai ragazzi i complimenti alla fine del campus. Ma anche noi li abbiamo fatti a loro, per l’ineccepibile partecipazione”.
I giovanissimi non si sono sottratti neanche alle levatacce, alle 5 della mattina, per essere sicuri di raggiungere i vari luoghi delle Alpi e Prealpi Giulie nelle prime ore del giorno, quando è più probabile individuare tracce fresche e animali in movimento. Divisi in tre gruppi, per essere più agili e meno rumorosi, muniti di binocoli, pronti a salite di vario impegno dai 600 agli oltre 1.000 metri di dislivello, tutti hanno avuto l’esperienza di vedere da vicino gli stambecchi sopra l’Altopiano del Montasio, distribuiti fra Forca Vandul e Forca Disteis, Cima Curtissons e Passo degli Scalini.
Insieme ai ragazzi hanno partecipato dieci Accompagnatori di Alpinismo Giovanile delle varie sezioni Cai, supportati dagli Operatori Naturalistici e Culturali del Gruppo Grandi Carnivori, presenti con il coordinatore Davide Berton. Per il Corpo Forestale Regionale sono intervenuti anche Angelo Leandro Dreon e Alexandra Mareschi, il personale della Stazione Forestale di Pontebba poi Umberto Fattori del servizio Biodiversità della Regione, Paolo Molinari del Progetto Lince Italia, Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva del Lago di Cornino. Le aziende agricole in Val Aupa che hanno accolto i ragazzi sono state Tiere Viere e Malga Glazzat Alta. Partner del progetto è stato il Parco regionale Prealpi Giulie con il direttore Stefano Santi e la Consulta dei Giovani della Riserva della Biosfera Alpi Giulie. Si è trattato dunque per i ragazzi partecipanti al Campus, di “una esperienza immersiva per promuovere l’interesse e la conoscenza verso la fauna delle nostre montagne e l’interazione che essa ha con gli interessi dell’uomo”, resa possibile solo grazie all’incontro con persone che vivono questi contatti ogni giorno per professione o per passione.
“Si è trattato di un debutto di grande successo”, ha dichiarato a conclusione dell’esperienza Giovanni Duratti, presidente del Cai regionale, “ per la qualità delle collaborazioni, l’attenta ed entusiastica partecipazione dei ragazzi, i riscontri che abbiamo avuto. Per chi non c’era, voglio ricordare che da questa esperienza sarà tratto un video con interviste e splendide riprese, realizzate anche con l’ausilio di un drone”.

Comunicato stampa
con cortese richiesta di diffusione

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Il Cai Fvg ricorda Silvio Beorchia

vicepresidente del Club Alpino Italiano

dal 1997 al 2002 e socio storico

del Cai Tolmezzo

Scomparso lo scorso 14 maggio a 89 anni, è stato a lungo dirigente locale e nazionale con un ruolo cruciale in campo legale 

Il Consiglio Direttivo regionale del Friuli Venezia Giulia del Club Alpino Italiano ricorda Silvio Beorchia, vicepresidente generale del Club Alpino Italiano per due mandati, dal 1997 al 2002. L’avvocato Beorchia, scomparso a Tolmezzo il 14 maggio scorso a 89 anni, era uno storico socio della sezione del capoluogo carnico, di cui è stato per oltre un ventennio ai vertici, prima come vicepresidente (dal 1967) e poi presidente fino al 1988, ed era componente del Comitato di coordinamento Veneto Friulano Giuliano. Da presidente della Commissione legale centrale e poi come consigliere eletto dall’Assemblea nazionale dei Delegati e vicepresidente ebbe un ruolo essenziale per la sua attività di coordinamento del gruppo di lavoro per le modifiche ai regolamenti e ai disciplinari e l’attenzione con cui ha seguito le riforme statutarie.

Un ricordo sentito arriva da Umberto Martini, presidente generale del Club Alpino Italiano dal 2010 al 2016. “Ho conosciuto Silvio Beorchia nel 1979, quando con la sezione Cai di Bassano del Grappa, di cui ero presidente, organizzammo il Convegno Triveneto d’autunno. Da allora la nostra frequentazione è stata continua fino a pochi anni fa. Ho avuto l’onore di sostituirlo come vicepresidente generale. Silvio è stato spesso determinante nel Cai per l’intelligente contributo recato non solo per la sua competenza, ma anche per la capacità di risolvere le diverse problematiche che negli anni il sodalizio ha dovuto affrontare. Consigliere prudente e prezioso, sempre a disposizione per quanti lo interpellavano, i suoi pacati, puntuali e precisi interventi sono stati determinanti per chiarire situazioni difficili. È stato una delle figure più rappresentative del Cai nazionale. Mi è particolarmente caro ricordarlo per i consigli ricevuti e la costante vicinanza”.

Il contributo di Silvio Beorchia è stato utile anche dirimere le questioni legali e burocratiche, via via più complicate, che negli anni anche le singole sezioni Cai hanno dovuto affrontare. Il Cai Tolmezzo ricorda che “ha sempre seguito la nostra attività anche negli ultimi anni e ci teneva a essere informato regolarmente”.

Il Cai Friuli Venezia Giulia esprime cordoglio e vicinanza alla sua famiglia e a quanti gli sono stati vicini.

 

CAI FVG
Comitato Direttivo Regionale del Friuli Venezia Giulia
Club Alpino Italiano
www.cai-fvg.it
comunicazione@cai-fvg.it

 

Silvio Beorchia. Monte Rosa, primi anni Ottanta (archivio famiglia Beorchia)

 

Manutenzione sentieri e formazione ai primi posti negli impegni del CAI regionale

Rafforzata la rappresentanza a livello nazionale con un nuovo consigliere eletto nel Comitato Centrale

Ricordato Cirillo Floreanini nel 70° della salita al K2 Presentati il bivacco “a impatto zero” e il decalogo per gli escursionisti seniores

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L’assemblea delle sezioni del Club Alpino Italiano del Friuli Venezia Giulia ha avuto luogo sabato 13 aprile a Tolmezzo nella sede della Comunità di Montagna della Carnia alla presenza dei delegati delle 27 sezioni della regione, organizzata dal CAI Tolmezzo con la collaborazione della Società Alpina Friulana, in occasione della ricorrenza dei 150 anni della fondazione delle due sezioni.

Nella prima parte (straordinaria) è stato approvato il nuovo statuto, modificato allo scopo di ottenere la personalità giuridica, ed è stata scelta a maggioranza Udine quale sede legale del Consiglio Direttivo Regionale. L’assemblea ordinaria, presieduta da Pietro De Faccio (presidente CAI Tolmezzo), ha ascoltato il saluto del presidente della Comunità di montagna della Carnia, Ermes De Crignis, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal CAI a favore del mantenimento dei sentieri e dei rifugi e si è augurato che questo continui: giusto riconoscimento dell’impegno profuso che si esplica a vantaggio di tutti i 28 Comuni della Comunità.

L’assemblea è continuata con la relazione del presidente del Consiglio direttivo regionale Giovanni Duratti, che ha evidenziato i principali risultati ed eventi del 2023. In particolare ha sottolineato la modifica della legge regionale 36/2017 sulla rendicontazione delle spese delle sezioni, che entrerà in vigore nel corrente anno. Ha ricordato l’incontro dei dirigenti CAI con l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini in cui l’esponente della giunta ha preso atto della necessità di nuovi finanziamenti per la manutenzione dei sentieri e ha promesso che in fase di assestamento di bilancio valuterà se sarà possibile assegnare ulteriori contributi.

Il presidente ha inoltre ricordato il patrocinio concesso al Master sulla montagna in svolgimento all’Università di Udine che ha rilanciato la convenzione con l’ateneo friulano. Fra le attività e gli eventi da realizzare, ha citato l’organizzazione del Forum Julius Kugy che si svolgerà a Forni di Sopra, in continuità con la tradizione del Convegno Alpi Giulie, nato negli anni Sessanta per iniziativa dei club alpini quando i confini erano un limite all’accesso alle cime; le collaborazioni per la realizzazione della giornata Cai Montagna Pulita in maggio e quella sul Sentiero Italia in giugno; l’organizzazione insieme a Cai Veneto e Trentino Alto Adige del Campo Sentieri per l’avviamento dei giovani alla manutenzione, il progetto del Catasto sentieri FVG multilingue che verrà tradotto in tedesco, sloveno, inglese, la Settimana Nazionale Escursionismo che si svolgerà a settembre in Veneto; la collaborazione con l’ANPI regionale sui sentieri dei partigiani, il patrocinio alle iniziative per ricordare Julius Kugy della Fondazione Coronini Cronberg a Gorizia e con Cai Tarvisio, e quella con la Commissione Centrale Alpinismo Giovanile ed il Parco Prealpi Giulie per il Campus Interazioni fra Uomo e Fauna rivolto ai ragazzi a giugno a Sella Nevea.

La relazione è stata approvata all’unanimità dall’assemblea che ha fatto lo stesso, dopo le relazioni del tesoriere e di Luigi Brusadin per il Collegio dei revisori dei conti, con il bilancio consuntivo e con quello preventivo.

Si è quindi passati alle votazioni. È stato eletto all’unanimità il nuovo componente della Commissione Centrale di Indirizzo e Controllo Giorgio Fornasier (Cai Pordenone). Sono risultati eletti come nuovi membri del Consiglio Direttivo regionale Anna Cecchini (CAI Gorizia), Carlo Capettini (CAI Pordenone), Paolo Cozzarolo (CAI Cividale del Friuli) e Paolo Cignacco (SAF Udine).

Ripresi i lavori, Giovanni Cozzarini, presidente della Commissione Giulio Carnica Sentieri e Opere Alpine, ha riferito sullo stato dell’arte: nel 2023 sono stati manutenuti 220 sentieri per 450 chilometri complessivi con sfalcio e nuove segnature. Attualmente, dei 666 sentieri censiti dal catasto regionale (per complessivi 4.277 chilometri), ve ne sono 27 inagibili e 16 dismessi, mentre altri 43 sono segnalati da percorrere con attenzione per piccole frane o smottamenti. Delle 46 vie ferrate, 3 risultano inagibili. Tutto questo è puntualmente segnalato e consultabile sul sito del Cai Fvg, dove il Catasto regionale dei sentieri viene aggiornato a seguito di segnalazioni e opportune verifiche o dopo gli interventi di manutenzione. Questo è un aspetto molto importante, risultato di anni di lavoro e per questo Cozzarini ha ringraziato Piergiorgio Tami, Luigi Zamaro e tutti i collaboratori. Ciò ha permesso di essere all’avanguardia nella informatizzazione ed entrare fra i primi nel Catasto Digitale della Rete Sentieristica Italiana Infomont creata dal Cai nazionale. Fra i sentieri seguiti vi sono anche quelli su cui passano i vari cammini (Alpe Adria Trail, Sentiero Julius Kugy, Walk of Peace, Sentiero Italia) per i quali la Commissione collabora con le Comunità di montagna e Promotur. La stessa ha anche avviato un progetto di ridistribuzione dei sentieri fra le varie sezioni in modo da riequilibrare gli impegni. Si sono tenuti due corsi sulla sicurezza che hanno permesso di formare 19 soci all’uso della motosega. Per quanto riguarda i 19 rifugi di proprietà, Cozzarini ha ricordato che molti presentano carenze di impianti e pagano un gap tecnologico. Dal bando nazionale rifugi del CAI Centrale sono stati ottenuti 14 mila euro. Ancora chiuso per ristrutturazione il Rifugio Corsi, dovrebbe riaprire nel 2025, ma il presidente della Società Alpina delle Giulie, intervenuto nel dibattito, ha precisato che i fondi stanziati non coprono l’entità dell’investimento. Anche i 13 bivacchi andrebbero ammodernati, ma non sono previsti contributi. In apertura del suo intervento, è stato proiettato un video realizzato dal Cai Pordenone sulla fitta rete di sentieri che attraversa le nostre montagne e sulla loro storia.

Il consigliere nazionale Mauro Gaddi, esprimendo soddisfazione per l’elezione di un nuovo componente regionale nel CCIC, ha ricordato che a livello nazionale il CAI sta guardando alle nuove discipline, ha stipulato un accordo con la Federazione Arrampicata Sportiva (FASI) e sta investendo nel Gruppo Giovani. Questo è il compito di tutti, ha sottolineato, apprezzando il rinnovo generazionale delle sezioni di Cimolais e Monfalcone, con al vertice giovani presidenti. Anche la politica estera del Cai è in fase di revisione con il ritorno nell’Unione Internazionale della Associazioni di Alpinismo (UIAA). Ha rimarcato che il bando falesie non ha portato alcuna novità in Regione mentre regioni con molti meno iscritti come la Calabria hanno potuto realizzare due palestre di roccia. Ha concluso dando appuntamento all’assemblea nazionale di Assisi, dove l’auspicio è di riconfermare alla vicepresidenza Manlio Pelizzon (che aveva portato il suo saluto in apertura) e ha ricordato il 70° della salita italiana al K2 che in occasione dell’anniversario vedrà una spedizione femminile italo-pakistana patrocinata dal CAI nazionale puntare nuovamente alla seconda vetta più alta del mondo.

Federico Bressan, consigliere nazionale (Cai Belluno), ha portato il saluto all’assemblea Fvg e ha voluto ricordare Cirillo Floreanini nella sua Tolmezzo. “Fu il primo” ha detto “a riunire tutti i componenti per ridare dignità alla spedizione del K2 e a rendere omaggio a Mario Puchoz”. Ha voluto sottolineare l’importanza delle sezioni, anima portante del Club Alpino Italiano, e la necessità di mantenere e rinnovare un forte collegamento e scambio di informazioni con il CAI Centrale, che da ente pubblico e gestore di elevati contributi deve avere la capacità di “rovesciare la piramide”, mettendo in cima alle decisioni la base del sodalizio. Ha inoltre portato i saluti del past president Roberto De Martin, impegnato nella concomitante assemblea regionale del CAI Veneto.

Riccardo Giacomelli presidente della Struttura Operativa Rifugi e Opere Alpine (SOROA) ha presentato il progetto del nuovo Bivacco CAI in alluminio “a impatto zero”. La riduzione dell’impatto ambientale è un aspetto al centro dell’impegno del Club Alpino Italiano con oltre 700 strutture disseminate sulle Alpi e gli Appenini. Per i rifugi ha ricordato il nuovo bando e il recente lancio della piattaforma nazionale di prenotazione la cui adesione è per ora gratuita.

Per Le Alpi Venete è intervenuto Diego Stivella, ricordando che nel Centro di documentazione della cultura alpina di Mestre intitolato a Silvana Rovis sono confluiti vari fondi e l’archivio della Fondazione Berti, che nel 2023 ha premiato alla cerimonia del Pelmo d’Oro la rivista della Società Alpina Friulana “In Alto” ex aequo con l’annuario del Cai di Padova. Ha invitato inoltre le sezioni a includere la rivista Le Alpi Venete nel costo del tesseramento così da permettere di evitare il ricorso alla pubblicità per finanziarsi.

Luca Chiarcos della Scuola Nazionale di Alpinismo ha relazionato sull’attività: le 13 scuole regionali hanno formato 800 allievi per un totale di 1480 giornate/istruttore.

Elio Candussi, coordinatore Gruppo di lavoro centrale Seniores, ha esortato a creare gruppi Seniores: oggi in Fvg ce ne sono oltre 4 mila ma solo tre sezioni hanno gruppi che promuovono un diverso modo di fare escursionismo a favore degli over 65 secondo la formula “slow and soft” ideale per chi si avvicina per la prima volta alla montagna. Dal nuovo vademecum dedicato all’escursionismo over 65 è stato ricavato un decalogo da distribuire anche al di fuori del CAI.  È inoltre in corso la revisione del Sentiero Italia per Seniores, ovvero lo studio di tappe più brevi.

Per la Commissione Medica è intervenuto Federico Filippuzzi che ha ricordato i futuri impegni: Una Montagna di salute in Vallagarina e la Giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa nei rifugi che prevederà un evento al Rifugio Marinelli.

Andrea Vescovo (Commissione Interregionale di Alpinismo Giovanile) ha ricordato il Campo sentieri fra il 7 e il 12 luglio e il Campus interazione uomo-fauna organizzato dalla Commissione Centrale a Sella Nevea.

Udine, 23 aprile 2024

CAI FVG
Comitato Direttivo Regionale del Friuli Venezia Giulia
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COMUNICATO STAMPA

A Lesachtal il 59° convegno dei club alpini di Carinzia, Slovenia e Fvg ha fatto il punto sul Sentiero dei tre Paesi e sui Villaggi degli Alpinisti

 

IL FORUM JULIUS KUGY PASSA IL TESTIMONE AL CAI FVG PER IL 60° DALLA FONDAZIONE

Nel 2024 si terrà una grande mostra sul “cantore delle Giulie”che aprirà in giugno a Gorizia a cura della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg

 

Il Sentiero dei tre Paesi Julius Kugy e la rete dei Villaggi degli Alpinisti sono stati gli argomenti al centro del 59° “Forum Julius Kugy” che ha riunito a Lesachtal in Austria i rappresentanti dei club alpinistici di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia, rispettivamente Cai Fvg, Planinska Zveza Sloevenije e Kärnten Alpenverein.

I rappresentanti dei tre Paesi hanno fatto il punto sullo stato dell’arte del Sentiero Kugy (Julius Kugy Alpine Trail), il cammino circolare di 720 chilometri divisi in 30 tappe (con complessivi 45 mila metri di dislivello) che percorre le Giulie italiane, slovene e le Karavanche. È un percorso che simboleggia l’unione e la collaborazione fra i club alpini che lo hanno ideato, tracciato e segnalato con un’apposita cartellonistica ora via di completamento. Così come è in preparazione il sito in quattro lingue (oltre a quelle locali, l’inglese) che sarà tradotto dal portale in lingua tedesca già operativo. L’obiettivo dichiarato del Kugy Trail, che è già percorribile e frequentato, è “svelare le diverse bellezze dei tre Paesi e migliorare la comprensione tra le genti, in memoria del grande alpinista e umanista Julius Kugy (1858-1944), amico di tutti i popoli e di tutti i luoghi attraversati da questo sentiero”.

L’altro tema al centro del dibattito sono stati i Villaggi degli Alpinisti (Bergsteiger Dörfer), idea nata in Austria nel 2008 per creare aree montane nelle quali impianti e infrastrutture vengano destinati a un turismo che cerca la purezza del contatto con la natura. Quindi niente funivie, skilift o grandi alberghi ma solo sentieri, percorsi per ciaspole e scialpinismo, vie e ferrate su roccia e ogni altro sport che comporti un sostenibile impatto sull’ambiente. Un’idea che in Carnia si è concretizzata a Paularo, nominato primo villaggio degli alpinisti in regione.

Come centri alpini di eccellenza, i Villaggi degli Alpinisti devono rispondere a criteri comuni di responsabilità, impegno e indipendenza, e garantire il comportamento consapevole dell’ambiente da parte degli ospiti, in accordo e armonia con le regole e le finalità della regione alpina, riunita nella Convenzione delle Alpi. Devono inoltre favorire forme di mobilità pubblica per ridurre l’impatto del trasporto privato. Per meglio sviluppare questi obiettivi, i Villaggi degli Alpinisti si scambieranno esperienze e buone pratiche in rete al fine di migliorare la cooperazione e la qualità di ciascuna area.

Sono attualmente nove i Villaggi dell’area riunita nel Kugy Forum: cinque in Carinzia (Mallnitz, Malta, Selle, Mauthen, Lesachtal), tre in Slovenia (Jezersko, Luče e Dovje-Mojstrana) e uno in Carnia (Paularo).

Il Forum Julius Kugy è l’erede del Convegno Alpi Giulie, consesso nato per iniziativa dei club alpini quando i confini erano un limite all’accesso alle cime, soprattutto fra i Paesi dell’Est e l’Europa occidentale. I promotori furono il presidente della sezione di Gorizia Mario Lonzar, il carinziano Karl Kuchar e lo sloveno Miha Potočnik. Il primo incontro ebbe luogo a Villaco nel 1965, Lo scopo era favorire la collaborazione transfrontaliera sui temi della frequentazione della montagna, dall’alpinismo all’escursionismo che si andava via via affermando e che trovava ostacoli nelle rigide regole confinarie dalle vicende geopolitiche. Nel tempo molte cose sono cambiate, a cominciare dal nome dell’evento e, ridotti i problemi confinari con l’apertura delle frontiere, il Forum si è dedicato a stabilire collegamenti e relazioni fra i club alpini per unire gli intenti e condividere le azioni.

Al Forum di Lesachtal hanno partecipato il presidente del Cai regionale Giovanni Duratti e i due vicepresidenti Elvio Antoniacomi e Maurizio Quaglia, che ha raccolto il testimone per la prossima edizione, che si svolgerà a Forni di Sopra. Sarà un anno importante, perché si celebreranno i 60 anni della collaborazione fra i club alpini di Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia e perché sarà l’80° anniversario della scomparsa di Julius Kugy, il “cantore delle Alpi Giulie” a cui è dedicato il lungo sentiero che unisce tre popoli e tre regioni. A questo proposito, Il Cai Fvg ha dato il patrocinio con le sezioni di Gorizia, Trieste e Tarvisio alla mostra dedicata a Julius Kugy che si aprirà in giugno 2024 a Gorizia a cura della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg e che poi diventerà itinerante e sarà proposta in altre sedi della regione.