Sono sempre più numerosi gli escursionisti che desiderano sperimentare la verticalità salendo le vie ferrate, itinerari attrezzati tracciati sulle pareti rocciose. In Friuli Venezia Giulia il Cai ne gestisce una cinquantina, disseminate dal Carso a tutto l’arco alpino e prealpino, e sono ora presenti sul sito del Cai regionale per fornire a tutti gli appassionati le informazioni utili per percorrerle.

Le ferrate costituiscono l’anello più delicato del nostro sistema sentieri, anello che deve essere costantemente tenuto sotto osservazione e manutenuto. In queste settimane abbiamo in programma una serie di interventi su alcune ferrate ormai obsolete” – spiega Piergiorgio Tami, presidente della Commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi, raccomandando particolare prudenza e di affrontarle sempre in sicurezza, con un’adeguata preparazione e kit da ferrata omologato, informandosi prima sul percorso e sulle condizioni meteo.

Dall’homepage del sito del Cai Fvg www.cai-fvg.it si accede all’elenco riassuntivo in cui sono indicati nome, percorso sintetico, difficoltà e agibilità di tutte le ferrate (ne mancano alcune in manutenzione) da cui si va alla scheda dettagliata di ogni via. Qui, oltre alla descrizione testuale del percorso, si trovano la relativa mappa Tabacco con evidenziati i tratti ferrati, l’altimetria e una mappa 3D che offre un’anticipazione tridimensionale della ferrata e permette di seguire lo sviluppo dell’intero percorso.

Il catasto dei sentieri Cai in regione, pubblicato sul sito del Cai Fvg, si è recentemente arricchito anche di tutti i sentieri del territorio di Sappada, dopo un lungo e certosino lavoro di ricognizione e raccolta dati svolto dai volontari Cai. Nelle schede dei singoli sentieri, complete di tutti i dettagli per percorrere ogni itinerario – punto di partenza e arrivo, dislivello, lunghezza, tempo di percorrenza e punti di appoggio presenti –, si trovano mappa, altimetria e traccia gpx scaricabile.

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

All’insegna della responsabilità e della prudenza è il graduale ritorno alla montagna raccomandato dal Cai. “La nuova ordinanza regionale consente di raggiungere gli ambiti montani per svolgere attività motoria – spiega Silverio Giurgevich, presidente del Cai Friuli Venezia Giulia – ma non si pensi a un via libera generalizzato, si tratta di un primo, incoraggiante, passo verso un ritorno alla normalità, che dovremo però tutti conquistare con i comportamenti che adotteremo e che andranno ad affiancarsi alle buone pratiche che accompagnano sempre una frequentazione attenta e consapevole dell’ambiente alpino”.

Il Cai Fvg invita quindi a rispettare scrupolosamente sia negli spostamenti che durante l’attività le regole in vigore in merito a distanziamento e uso di dispositivi di protezione naso e bocca, e sottolinea l’importanza di un approccio improntato alla sicurezza, facendo attenzione alla propria condizione fisica, agli itinerari che si scelgono, alle condizioni meteorologiche.

Sul tema della sicurezza interviene anche la commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi che avverte che i bivacchi non sono agibili e resteranno aperti solo per rispondere alle più strette emergenze, dal momento che si tratta di ricoveri non presidiati con spazi esigui che non possono essere sanificati dopo ogni utilizzo e che dunque non garantiscono i requisiti, anche minimi, richiesti per evitare il contagio. “Nelle prossime settimane i nostri volontari provvederanno ad affiggere dei cartelli informativi del Cai su ciascuna delle 40 strutture presenti in regione, tra bivacchi, capanne e casere, e all’inizio dei sentieri che portano alle stesse – precisa Piergiorgio Tami, presidente della commissione – è vietato l’uso dei bivacchi per escursioni programmate e raccomandiamo vivamente di utilizzarli solo in caso di reale emergenza”.

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

“Ci stiamo impegnando perché i rifugi alpini della nostra regione anche quest’estate possano garantire accoglienza e servizi a quanti frequentano la montagna e ci siamo attivati per trovare soluzioni che ne permettano la riapertura in sicurezza” così il Cai Friuli Venezia Giulia che, per voce del presidente Silverio Giurgevich, ricorda come le strutture in quota oltre ad essere elementi fondamentali dell’offerta turistica montana rappresentino un irrinunciabile presidio territoriale, capace di rispondere a varie esigenze, spesso indifferibili, di escursionisti e alpinisti.

“In attesa delle disposizioni normative cui dovremo rigorosamente attenerci, possiamo prevedere che se sarà possibile la somministrazione di cibo e bevande garantendo il distanziamento richiesto, sarà più complesso gestire i pernottamenti” – precisa Giurgevich – “ma per questo il Cai sta già valutando a livello nazionale, anche in coordinamento con i club alpini d’oltre confine, tutte le strade percorribili”.

Per supportare i 19 rifugi gestiti in regione, per un totale di oltre 700 posti letto, il Cai Fvg, in rapporto con le sezioni e la commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi, sta avviando un confronto sul territorio coinvolgendo rifugisti, medici ed esperti e intende intervenire nelle sedi istituzionali. “In questo momento riteniamo quanto mai importante che le scelte siano condivise da tutti e siamo pronti a mettere a disposizione l’esperienza e le conoscenze dei nostri tecnici e dei nostri volontari per ripensare con consapevolezza e rispetto alle modalità di frequentazione delle montagne, sia su sentieri, ferrate e vie alpinistiche, che nei rifugi” – sottolinea Giurgevich – “così da dare, al più presto, risposte alle aspettative della categoria dei gestori dei rifugi ma anche, e soprattutto, della grande schiera di appassionati che la montagna attende”.

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Sempre più frequentata in tutte le stagioni, la montagna è ambiente straordinario che non va mai sottovalutato e richiede un approccio consapevole in cui esperienza, preparazione e conoscenza risultano fondamentali.

La Scuola di scialpinismo “Città di Trieste”, che fa riferimento alle sezioni del Cai Alpina delle Giulie e XXX Ottobre, in collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico – CNSAS del Friuli Venezia Giulia, organizza un incontro aperto al pubblico per approfondire alcuni importanti aspetti legati alla prevenzione e alla sicurezza in montagna. L’appuntamento è per lunedì 22 gennaio alle ore 20, nell’Aula Magna del polo umanistico dell’Università di Trieste in Androna Baciocchi 4.

Durante la serata saranno fornite informazioni utili sui luoghi e i comportamenti a rischio, sulla normativa in vigore e sull’attività di soccorso in ambiente montano. Verrà inoltre illustrata “GeoResQ”, l’app scaricabile sul cellulare, sviluppata dal Club Alpino Italiano insieme al CNSAS, che permette di fornire tempestivamente la propria posizione ai soccorsi in caso di emergenza.

Interverrano tra gli altri il vicepresidente del CNSAS regionale, Sergio Buricelli, il responsabile della stazione CNSAS di Trieste, Gabriele Pellizzer, e il rettore Maurizio Fermeglia, accademico del Cai, che per anni è stato volontario del Soccorso alpino, ricoprendo il ruolo di capostazione a Trieste e altri incarichi nel servizio regionale.

 

Giuliana Tonut
Ufficio Stampa CAI FVG