
ALPI CARNICHE
“LA SALINA”
Partenza:
Strada Regionale 52 Carnica km 38 (quota 824 m)
Arrivo:
Passo del Pura (quota 1428 m)
Dislivello: Salita 660 m – Discesa 50 m
Lunghezza: 3,9 km
Tempo di percorrenza: 2h
Punti di appoggio: Casera Venchias – Casera del Pura – Rifugio Tita Piaz
Carta Tabacco: 02
Data aggiornamento: 14 febbraio 2024
Dal km 38 della Strada Regionale 53 Carnica, (di fronte ampio parcheggio) ci si incammina lungo una strada asfaltata, leggermente in salita in direzione Ovest. Poco dopo aver lasciato sulla sinistra un piccolo agglomerato di abitazioni, si abbandona la strada asfaltata per imboccare, sulla destra, una strada forestale. Si continua quindi in direzione N-NO e, a quota 941 m, si lascia sulla destra casera Venchias.
Proseguendo lungo la strada forestale, a tratti dissestata, si sale rapidamente all’interno di una magnifica faggeta sino ad incontrare il letto di un rio, attraversato il quale il sentiero continua, con una pendenza più ridotta, lungo una mulattiera. Si abbandona la faggeta per attraversare un conoide detritico colonizzato da una bassa vegetazione; qui si apre a Sud un’ampia panoramica sulle Prealpi Carniche, mentre alle spalle troneggiano le cime del Tinisa e del Tinisuta.
Alla fine del conoide, il sentiero è interrotto da un ampio canale scolmatore: in questo tratto, lungo una ventina di metri e soggetto a frequenti eventi di colate detritiche, è necessario porre particolare attenzione alle sponde ed al fondo dissestato ed instabile.
Il sentiero riprende, dopo aver risalito la sponda sinistra, lungo la mulattiera sino alla sella che si trova tra il monte Tinisuta ed il monte Pura (quota 1480). Da qui si prosegue in discesa lungo una strada forestale sino alla Casera del Pura (quota 1425) per arrivare, subito dopo, al Passo del Pura (quota 1440 m).
Poco più avanti il Rifugio Tita Piaz (quota 1417 m).
Dettaglio tempi di percorrenza:

Difficoltà: Percorso piuttosto ripido, è necessario fare attenzione nell’attraversamento del canale quota 1200 m causa frequenti cedimenti delle sponde. Si raccomanda abbigliamento adeguato e abbondante acqua.
Bellezze: Ampia faggeta e panorama verso le Prealpi
Storia: Questo sentiero in passato veniva utilizzato dalle donne che trasportavano il sale, da qui il nome “Sentiero delle saline”. Anche un postino, in tempi non troppo lontani, lo percorreva, anche con neve e gelo, per consegnare la posta a Sauris.
L’occasione per visitare, poco più avanti della partenza, verso Forni, l’interessante Biotopo Cima Corso.
Geologia: – La parte bassa del sentiero percorre depositi glaciali che abbandona quasi subito per inoltrarsi nell’ampio conoide detritico, alimentato da frane di crollo e colate provenienti dal disfacimento dai versanti calcarei e dolomitici del monte Tinisa. Poco prima di arrivare alla sella, il recente scasso di ampliamento della strada forestale, ha portato alla luce un piccolo ma accattivante affioramento di areniti nerastre e rossastre della Formazione del Dürrenstein, di età triassica.
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