SENTIERI E RIFUGI

ALPI GIULIE

Via Ferrata “Amalia Zuani Bornettini”

Bivacco Stuparich – Via Amalia – Bivacco Suringar

 

 

Dettagli:

Partenza: 
Bivacco Stuparich – sentiero CAI n. 652 (quota 1578 m)

Arrivo:
Bivacco Suringar (quota 2430 m)

Dislivello ferrata: 1070 m

Punti di appoggio: Bivacco Suringar

Difficoltà: D (passaggi alpinistici) (vedi legenda)

Sezione CAI di competenza: Trieste Società Alpina delle Giulie

Carta Tabacco: 019 Alpi Giulie Occidentali – Tarvisiano

Numero ferrata: 611F

 

Mappe:

mappa Mappa
Altimetria

DESCRIZIONE DEL PERCORSO:

La via Amalia collega la Val Saisera a Nord all’Altopiano del Montasio a Sud. Percorso affascinante e grandioso che si sviluppa, nella sua parte centrale, alla base della Torre Nord del Montasio e poi lungo la Grande Cengia che fascia a 2400-2500 m le pareti Nord-Ovest dello Jof di Montasio.
Inizia dal Bivacco Stuparich (sentiero CAI n. 652 – 1578 m) e termina a quota 2430 m presso il Bivacco Suringar.
Dal Bivacco Stuparich ci dirigiamo verso la bastionata Sud Ovest, la ferrata inizia con roccette facili ben appigliate, un tratto verticale si supera con pioli in arrampicata e termina su un pendio erboso sovrastato dalla cresta dei Draghi. Si supera l’ampio canalone (rare attrezzature) fino a raggiungere una conca innevata. Superato un ripidissimo esposto pendio di erba e rocce si raggiunge la cresta dei Draghi, stretta ed esposta, pulpito sulla val Saisera.
Superato un circo erboso esposto lungo il lato Ovest del Montasio in un ambiente severo di rocce, ghiaie e burroni. Un tratto di roccette in arrampicata ( I°-II° grado) ci conduce sulla grande cengia esposta ma ben tracciata fino al bivacco Suringar, incastrato fra le rocce.

Si ricorda che il sentiero va percorso muniti di adeguata attrezzatura (kit da ferrata).

PARTICOLARITA’

particolaritàLa via ferrata ricalca l’itinerario scoperto alla fine del 1800 dai cacciatori della Val Raccolana che lo utilizzavano scendendo sul versante Nord oltre il confine Italiano di allora.
La via è dedicata alla memoria dell’alpinista Amalia Zuani Bornettini.
La ferrata nella parte iniziale è tecnicamente difficile. La severità dell’ambiente, l’esposizione in molti punti non protetti, rendono il percorso complessivo molto impegnativo.

 

 

 

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