SENTIERI E RIFUGI

ALPI GIULIE

Sentiero n. 640

Val Dogna – Bivacco CAI Cividale – Ferrata Norina – Bivacco Del Torso – Ferrata Vandùl (640aF) –
Bivio sentiero n. 621

 

Dettagli:

Partenza: 
3 km dall’abitato di Dogna sulla rotabile in direzione del Rifugio Grego (quota 550 m)

Arrivo:
Bivio sentiero n. 621 (quota 1620 m)

Dislivello:  1890 m

Lunghezza: 9,4 Km + 3,6 Km (sentiero n. 621 fino ai Piani del Montasio)

Tempo di percorrenza: 5h 30′

Punti di appoggio: Bivacco CAI Cividale (posti letto 12) – Bivacco Del Torso (posti letto 6)

Carta Tabacco:
018 Alpi Carniche Orientali Canal del Ferro

 

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mappa Mappa
 Altimetria

DESCRIZIONE DEL PERCORSO:

Dall’abitato di Dogna si percorre per 3 km la strada che sale la Val Dogna fino al tornante dopo il ponte sul Rio Mas e la galleria (quota 634 m). Ampio parcheggio al margine sinistro della strada.
Il sentiero (segnavia CAI 640 e tabella CAI) scende attraverso il bosco e due zone detritiche per arrivare al greto del torrente Dogna (quota 542 m).
La passerella che garantiva un comodo passaggio, non c’è perché divelta da un’alluvione per cui bisogna guadare dove il greto del torrente si presenta più agevole.
Guadagnata l’ opposta sponda, si sale nel bosco fino ai ruderi degli Stavoli di Costa di Goliz (quota 640 m). Si piega a sinistra per salire più faticosamente nella faggeta fino al belvedere sul vallone del rio Sfonderàt. Dopo una breve dorsale, il sentiero si fa molto ripido e oltrepassa l’alpe di Sotgòliz dove trovasi una freccia su un masso indicante “acqua”. In breve si arriva alla radura dove è installato il bivacco CAI Cividale dedicato a Sandro Pittioni e Mauro Stafuzza (q. 1414 m).
Il sentiero prosegue in quota fra mughi, canaloni, tratti detritici e tratti esposti alla base delle pareti dello Jôf di Goliz. E’ possibile trovare nei canaloni nevai (nel caso servono i ramponi). Si sale una paretina con aiuto di un cavo che porta ad una spalla erbosa (tratto molto esposto) proprio sotto lo spigolo NE del Pizzo Viene (quota 1700 m). Nel prosieguo, con ulteriori cavi e dopo un altro tratto esposto si raggiunge l’ inizio della via ferrata Norina.
Una serie di cavi, alternati con staffe, pioli e cenge erbose ci fanno salire un canale-camino , poi una selletta ed un altro canale-camino. Ora un pendio roccioso-erboso ci porta ad una cengia ed ad un pulpito con antro dove trovasi la cassetta col libro di via. Ampio panorama. Una cengia, un pendio erboso con rocce, un cavo in un tratto esposto, ci porta infine, alla fine della ferrata (quota 2110 m ) presso il Pizzo Viene. Il panorama assume una maestosa grandezza. Lo sviluppo della via ferrata è di 310 m. Poco più in basso scorgeremo il Bivacco Del Torso (quota 2100 m).
Si scende ora camminando su una dorsale erbosa che ci fa raggiungere la Forcella del Viene (q. 2083 m). Il sentiero continua in discesa prima in cenge erbose e poi con un canale dove un breve ed ultimo tratto ferrato (ferrata di Vandùl) ci porta alla Forca di Vandûl (quota 1986 m). Ora si scende a grandi svolte lungo l’ erboso Livinâl di Vandùl per terminare il suo percorso, confluendo nel sentiero 621 (quota 1620 m) che ci porterà ai Piani del Montasio (sentiero e strada forestale 3,6 Km, 1 ora).

 

Dettaglio tempi di percorrenza:

  • Strada Val Dogna – Bivacco CAI Cividale: 2 h
  • Bivacco CAI Cividale – Attacco Ferrata Norina: 1 h 30 min
  • Ferrata Norina – Pizzo Viene: 1 h 30 min
  • Pizzo Viene – bivio sent. 621: 1 h

 

AGIBILITA’

Attenzione! Alla Forca di Vandul
-tenersi sulla sinistra del sentiero
-evitare di percorrere la traccia panoramica sulla destra: è sospesa nel vuoto causa grosso stacco di materiale

 

PARTICOLARITA’

particolarità
Fino al Bivacco CAI Cividale: escursionisti esperti (EE) per tratti difficili con terreno accidentato.
Attenzione al guado del torrente Dogna per possibili repentine piene (controllare sempre il meteo del giorno). NON esistono alternative
Dal Bivacco CAI Cividale l’avvicinamento che porta all’attacco della via Ferrata Norina, presenta tratti esposti molto difficili (EE). Anche all’inizio estate si possono incontrare estesi nevai ” aggirabili” che richiedono molta attenzione e in primavera uso di picozza e ramponi.
La via ferrata è tecnicamente difficile (EEA con kit da ferrata), abbastanza impegnativa ed aerea, richiede forma fisica, passo sicuro e assenza di vertigini.
Ambiente isolato, selvaggio e impressionante, molto appagante per lo splendido panorama e per la varietà dei luoghi attraversati. Consigliato, visto il notevole sviluppo ed il dislivello di tutto l’itinerario, di dividere il percorso in due giorni pernottando al bivacco CAI Cividale.

 

FOTO

 

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