
ALPI GIULIE
DEDICATO AD ARDITO DESIO
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Partenza:
Coritis (quota 610 m)
Arrivo:
Casera Coot (quota 1190 m)
Dislivello: Salita 818 m – Discesa 262 m
Lunghezza: 6,9 Km
Tempo di percorrenza: 3h 40′
Punti di appoggio: Casera Canin – Berdo di Sopra – Malga Coot
Difficoltà: E
Carta Tabacco:
018 Alpi Carniche Orientali Canal del Ferro
Sezione: SAF
Data aggiornamento: 11 luglio 2024
Poco prima del paese di Coritis (quota 610 m) si prende il sentiero che salendo nel bosco raggiunge Berdo di sotto (quota 871 m).
Si prosegue a destra nel bosco di faggio a tratti ripido e poi per prati d’alta quota si raggiunge Casera Canin (quota 1443 m).
Attraversando prati e faggete sotto le pareti Sud del Canin si raggiunge Casera Berdo di sopra (quota 1281 m) e da qui in breve Malga Coot (quota 1190 m).
Dettaglio tempi di percorrenza:

Difficoltà: Percorso piuttosto impegnativo alcuni tratti esposto. Si raccomanda abbigliamento adeguato e abbondante acqua.
Bellezze: Tratta del sentiero Julius Kugy Alpine Trail
Il sentiero 642 è dedicato ad ARDITO DESIO (Palmanova 1897 – Roma 2001).
Scienziato, geologo ed esploratore, operò in ogni continente, dai deserti dell’Africa, al Karakorum, all’Antartide, ma le sue prime avventure alpinistiche ed i suoi primi studi sono tutti friulani.
Guidato da Olinto Marinelli nutre le sue passioni scientifiche nell’ambito della Società Alpina Friulana e del Circolo Speleologico Friulano, divenendo così uno dei più validi esponenti della “Scuola Geografica Friulana”.
Nella Val Resia, che amava e frequentava combatte come tenete degli alpini durante la Prima Guerra Mondiale, ma è stato anche il territorio delle sue prime ricerche geologiche: si laurea infatti a Firenze nel 1920 in Scienze naturali con la tesi “Il glaciale nella Val di Resia”.
Tra il 1920 e il 1927 effettuò importanti studi scientifici riguardanti i monti Musi e Sart e soprattutto sul ghiacciaio del monte Canin percorrendo spesso il sentiero CAI 642, e del Montasio.
Note le sue ricerche geologiche in Libia (che portarono all’individuazione dei primi giacimenti petroliferi) e quelle del Karakorum, a seguito delle quali poté organizzare e guidare la spedizione alpinistica italiana che portò nel 1954 alla conquista del K2.
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